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  • Matteo Migliori

Nel pubblico?

Aggiornato il: 8 giu 2019

Il mondo della sanità pubblica è molto articolato e pieno di "legnosità". Sia a livello dirigenziale che manageriale: ovviamente il mondo della Comunicazione Sanitaria ne risente pesantemente. Se operi nel pubblico e la tua U.O. (Unità Operativa) ha bisogno di un sito specifico o delle integrazioni rispetto al sito istituzionale per comunicare diversi item, avrai trovato sicuramente diverse resistenze. Conoscendo il mondo, non dei NO secchi, ma dei tempi che ti fanno passare la voglia! Non ti scoraggiare: una strategia applicata molto spesso, ancorché per la sua componente etica, è l'associazionismo.

Costituire infatti una Onlus, spesso, è il volano che permette di avere quella flessibilità, soprattutto dal punto di vista comunicativo, per condividere il proprio lavoro, i propri successi e risultati in modo che le persone possano anche contattarti. La gestione del servizio andrà ovviamente inserita all'interno della gestione del SSN (Sistema Sanitario Nazionale). Ma potrai essere d'aiuto a molte persone anche soltanto facendo vedere che c'è chi si occupa con successo della risoluzione di quella particolare problematica.


A Bologna ci sono moltissime Associazioni Onlus e voglio menzionarne due con le quali ho lavorato, dal grande valore umano.


1. Fa.ne.p. Onlus - Famiglie di Neurologia Pediatrica


Fondata dal Prof. Emilio Franzoni, direttore dell'U.O. di Neuropsichiatria in età Evolutiva dell' Azienda Ospedaliera Universitaria Sant'Orsola-Malpighi, da 30 anni ci racconta la vita dei ragazzi, delle loro famiglie e porta sollievo alle famiglie di chi ancora non ha raggiunto i servizi sanitari e attende, o ha già avuto l'assistenza necessaria ma si sente solo.

Il bisogno infatti di far parte di una rete, di pura empatia e supporto, ancora prima che assistenziale, è molto importante, soprattutto quando si parla di bambini e delle loro famiglie.

Ho imparato proprio da loro quanto un genitore si sente impotente di fronte alla malattia di proprio figlio. Il pensiero "ma se potessi prenderla io al posto suo" è il pensiero più genitoriale che abbia mai sentito. Associazioni come Fa,Ne.P. sono ricche di esperienze umane di un valore etico, morale e sociale che è davvero un piacere comunicare all'esterno. Sia ad altre famiglie, che a privati e aziende che vogliano dare un loro contributo alla causa.


2. A.L.I.Ce. Onlus - Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale


L'ictus colpisce una persona ogni 2 secondi nel mondo. E il mondo non è così grande come pensi! In Italia ci sono 200.000 casi all'anno. DUECENTOMILA. Ancora non si sa bene cos'è, come riconoscerlo e cosa fare una volta riconosciuto. Se mi trovassi in piazza Maggiore, Bologna centro, e avessi un'ictus, le persone saprebbero cosa fare? Scopriamolo nel video qui sotto!


Ecco che la comunicazione dell'Ictus diventa molto importante, A.L.I.Ce. Onlus lavora proprio su questi fronti. Il primo: comunicare al prossimo come riconoscere l'Ictus, il secondo, occuparsi delle persone e delle famiglie di chi ha avuto un Ictus Cerebrale. Dopo un Ictus o un T.I.A. (Attacco Ischemico Transitorio) insorge facilmente una compromissione del funzionamento cognitivo. Questo vuol dire sì problemi di memoria, concentrazione, linguaggio o di coordinazione motoria. Ma significa anche disregolazione emotiva che porta le persone a diventare irascibili e intrattabili. La comunicazione che va fatta quindi, nella gestione del post ictus, è spesso dal versante umano e punta a far capire alle famiglie che la persona è sempre lei, anche con gli scatti d'ira, la solitudine o la depressione che è sfociata col tempo. Molto difficile e molto impegnativo, i Punti di Ascolto a Bologna di A.L.I.Ce Onlus sono molto attivi da questo punto di vista e li potete trovare all'Ospedale Sant'Orsola-Malpighi, all' Ospedale Maggiore e a Villa Bellombra (Ospedale Accreditato).


Ecco quindi come la Comunicazione Sanitaria diventa sempre meno un servizio per "vendere" o "piazzare" servizi, ma agisce nel rispetto dell'etica e dell'aiuto sociale. Impattando sulle esigenze di cui il SSN si occupa ma, nei suoi limiti, non riesce a raggiungere.

Ovviamente una comunicazione di questo tipo non può essere affidata a chi si improvvisa o chi vuole venderti un nuovo sito o delle grafiche, ma va gestita con strumenti di marketing strategico e di comunicazione sanitaria adeguati, da professionisti che sappiano come muoversi e sappiano cogliere il valore umano di questo tipo di lavoro.

Dott. Matteo Migliori

Comunicazione e Marketing Sanitario

MS in Psicologia Cognitiva Applicata

https://www.researchgate.net/profile/Matteo_Migliori

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