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  • Matteo Migliori

Come relazionarsi con le Onlus?

Aggiornato il: 8 giu 2019



La sanità pubblica riceve regolarmente tagli che vanno a impattare su tutto l'ecosistema ospedaliero e assistenziale. Questo trend non solo non sembra trovare arresto, bensì provoca danni a catena. Si riducono quindi gli strumenti, il personale e per non diminuire il numero dei ricoveri, questi vengono resi più brevi. Se ad esempio 4 anni fa un paziente con Ictus riceveva un trattamento nello stroke unit di 3 mesi che gli permettevano anche una prima riabilitazione (linguistica, motoria o cognitiva), ora i tempi di degenza sono ridotti a 3-4 settimane.

Tuttavia il carico assistenziale rimane invariato, le persone infatti mantengono gli stessi bisogni di assistenza. Le istituzioni chiedono quindi alle associazioni Onlus, di aiutarli a spalmare questo carico sul territorio. La natura delle associazioni, tuttavia, essendo fatta di grandi valori e di etica, più che di struttura e processi, le pone in una situazione di frizione molto forte.

Si sentono infatti nell'impellenza di fare la loro parte, ma senza sapere come fare. Ricordiamo un secondo, per amor di chiarezza, come nascono la maggior parte delle associazioni. Spesso sono frutto del dialogo pro-attivo tra un primario illuminato, che necessita di maggiore flessibilità rispetto all'istituzione pubblica, e un gruppo di famiglie.



Tutti quindi cooperano attraverso valori umani e condivisi, per la tutela delle persone colpite da una malattia e delle loro famiglie. Troviamo quindi un approccio estremamente umano e personale a fronteggiare le mancanze di un'azienda ospedaliera, senza gli strumenti aziendali. Il layout delle Onlus non nasce per questo scopo e va aiutato in questa gestione, soprattutto col rapporto con i medici, gli studi e i centri medici del territorio.

Questo era un esploso della situazione odierna: all'interno di questo meccanismo, il centro medico o anche il singolo professionista, trova ampio raggio d'azione. Fare parte di una rete, o tesserla attivamente, fatta di associazione e altri medici che possono essere di aiuto, permette infatti di avere "gli ambulatori sempre pieni" a patto che il medico sia disposto a venire incontro alle associazioni. Stai pensando quindi di fare prezzi agevolati agli Associati? Purtroppo non si può.

Ricordo che per le leggi regionali, almeno per quanto riguarda l'Emilia Romagna, i membri di una Onlus non possono ricevere un vantaggio diretto. Una Onlus non è un club sportivo (che può ricevere agevolazioni). Deve promuovere la salute e la prevenzione a tutta la popolazione, senza fare differenze fra associati e non.

Le strade di collaborazione, tuttavia, sono diverse e affidarsi a qualcuno esperto nel settore della comunicazione B2B, sopratutto con le Onlus, può aiutare sia il medico o il centro, sia la Onlus stessa. L'obiettivo è raggiungere una collaborazione duratura ed etica, vantaggiosa per tutti.


Nella salute non si vince mai gli uni sugli altri: l'unico nemico è la malattia.


Dott. Matteo Migliori

Comunicazione e Marketing Sanitario

MS in Psicologia Cognitiva Applicata

https://www.researchgate.net/profile/Matteo_Migliori

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