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  • Matteo Migliori

Che cosa non posso fare?

Aggiornato il: 8 giu 2019

Alcuni consigli per comunicare eticamente (e legalmente).


Se sei un medico, uno psicologo, dietista o altra figura sanitaria: sai bene che ci sono molti paletti per quanto riguarda la tua "pubblicità". Non serve perdere la testa sui decreti legislativi, per capire come muoverti: di seguito ti lascio qualche punto per incanalare la tua comunicazione verso la giusta strada.


1. Rispettare il proprio codice deontologico - livello legale

Moltissimi paletti già li conosci: fanno parte della deontologia professionale che fa riferimento all'Ordine professionale che ti rappresenta. Uno dei più classici riguarda la "pubblicità comparativa" poichè non si può affermare che siamo più bravi di un altro professionista sanitario. Un altro esempio è il fatto di non poter "creare il bisogno". Ovviamente non si parla tanto del recare un danno fisiologico o psicologico perchè questo abbia poi necessità: tuttavia, si può includere anche per quanto riguarda il fatto di non "stimolare" verso il nostro servizio, con le mille interpretazioni che gli altri professionisti possono fare.

Che si possa o meno fare, tuttavia, passa in secondo piano se vogliamo seguire i prossimi consigli.


2. Rispettare lo spazio altrui - livello sociale

Lo so, lo so: molti professionisti della salute vorrebbero salvare tutti. Anche chi non richiede minimamente il proprio intervento, almeno non attivamente. Quando si ha la conoscenza di determinate patologie, è molto difficile non vederle intorno a sé. D'altra parte, come ti avranno detto in mille: non puoi fare diagnosi a persone che non te l'hanno chiesta. Ovviamente escludendo casi di emergenza. In questo senso, la tua comunicazione non può essere un'escamotage per questo tuo bisogno innato di risvegliare la consapevolezza delle persone sulla propria salute. Se stai pensando "sì, ma..." ti invito a riflettere se ciascun dietista potesse andare in giro a dare consigli alle persone sovrappeso o sottopeso. Decisamente poco professionale.


3. Divulgazione del benessere - livello etico

Qual è quella cosa che posso fare senza alcun limite di sorta? Ebbene sì, divulgazione del benessere! Più ne facciamo e meglio è. Quando ero ricercatore ricordo che c'erano gruppi di ricerca, uno in competizione con l'altro. Rimanevo basito: più ne viene fatta e meglio è! Lo stesso vale per la divulgazione: questa branca della letteratura spesso viene vista come un'opera di serie b: poiché l'innovazione arriva solo attraverso la letteratura scientifica internazionale. Uno tuttavia non esclude l'altro e la divulgazione riempie un vuoto rispetto al collegamento con le persone. Le persone non verrebbero mai a conoscenza delle novità della letteratura scientifica se non fosse per bravi divulgatori.

Ecco allora che il professionista si ritrova a lavorare di Personal Brand. Si adopera infatti per colmare quel vuoto che dicevamo e diventa esperto del settore autorevole: nel senso che l'expertise viene riconosciuta dalle persone che fruiscono delle sue conoscenze.


Quali strumenti ha quindi il professionista sanitario? Li anticipo sommariamente, saranno tuttavia temi dei prossimi articoli:


1. Avere e gestire un blog;

2. Una pagina Facebook e altri social;

3. Ancora meglio essere moderatore o amministratore di un gruppo Facebook che raccolga le persone che vogliono sapere di più su una malattia;

4. Fare eventi mirati sulla problematica e sul come risolverla


Questi sono alcuni spunti, per approfondimenti scrivimi tranquillamente o attendi l'uscita (spero più regolare possibile) dei prossimi articoli.


Buona serata,


Dott. Matteo Migliori

Comunicazione e Marketing Sanitario

MS in Psicologia Cognitiva Applicata

https://www.researchgate.net/profile/Matteo_Migliori

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